
Agorà Democratiche
AGORÀ DEMOCRATICHE
Il lavoro delle donne
Ministero del Lavoro e del welfare, Ministero dell’economia e delle finanze, InGenere, Casa internazionale delle donne Assemblea della Magnolia, Cgil, Cisl; Uil, Associazione donne giuriste, Casa internazionale delle donne, Forum donne articolo uno, Stati Generali Donne, Assessorato Scuola e Formazione Regione Lazio.
Il lavoro delle donne muove il mondo, ma troppo spesso non viene riconosciuto. Perché gran parte di questo lavoro è gratuito, riguarda la cura e la riproduzione della vita e viene affidato alle donne come compito minore e socialmente poco rilevante. Un errore per noi tutti e una gabbia per tante donne.
Il Covid ha illuminato l’importanza del lavoro riproduttivo e ha fatto precipitare disuguaglianze e fragilità dell’organizzazione del lavoro produttivo. Dopo anni di lento e graduale aumento dell’occupazione femminile la crisi prodotta dalla Pandemia ha colpito soprattutto le donne, in Italia lavora meno della metà delle donne. Le donne sono le più precarie.
Il lavoro è indipendenza, e può essere anche uno strumento di realizzazione di sé, ma oggi tra le donne tra i 25 e i 49 anni con figli minorenni, più di 4 su 10 non hanno un lavoro, mentre più del 40% delle madri con almeno un figlio preferisce il part-time pur di continuare a mantenere un’occupazione. Creare occupazione femminile significa fare i conti con gli stereotipi e una cultura ancora molto diffusa nel nostro Paese che pensa ancora che il ruolo primario della donna sia occuparsi della cura della casa e della famiglia: la quota di consenso su questa affermazione è maggioritaria in Italia, allineandosi a paesi come l’Ungheria e la Polonia e ben lontano dai Paesi del Nord Europa come la Danimarca. In Danimarca non solo a questa divisione tradizionale tra pubblico e privato non ci crede nessuno, ma secondo il World Happiness Report è anche uno dei paesi più felici del mondo proprio perché investe sull’uguaglianza sociale.
Le donne dedicano il 75% del loro tempo di lavoro quotidiano al lavoro non retribuito. Di contro il tempo principale degli uomini è quello per il lavoro retribuito. Ma la vera differenza è nel tempo per sé, gli uomini ce l’hanno, le donne no. Il tempo per sé non è solo tempo per lo sport o per le amicizie, è anche il tempo della partecipazione politica, il tempo delle assemblee, delle riunioni, dei progetti con le altre e con gli altri. Dobbiamo quindi creare un riequilibrio dei tempi, questo significa anche portare fuori dall’ambito domestico il lavoro di cura, quindi migliorare la vita delle persone, investire sulla cura e sulla convivenza.
La pandemia ci ha insegnato quanto è importante e il prendersi cura, la pandemia ci ha insegnato che mettere al centro la produzione ammala, in senso letterale. Parlare del lavoro delle donne significa parlare della nostra organizzazione sociale e indicare proposte e progetti che investano nella cura, puntino all’equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro, la condivisione del lavoro di cura, un nuovo welfare, il contrasto alla precarietà, il sostegno all’imprenditoria femminile, alla parità salariale.
L’assemblea della magnolia ha elaborato una piattaforma per una rivoluzione della cura, per un welfare pubblico non residuale, politiche a sostegno dell’occupazione femminile. Sono tutti temi e proposte da discutere in questa Agorà.
L'evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook della Conferenza Nazionale Donne Democratiche
Sintesi dell'Agorà
L’agorà Il lavoro delle donne ha affrontato il lavoro delle donne in senso lato, il complesso dell’organizzazione sociale, i tempi di vita e sui tempi di lavoro, come sono distribuiti tra uomini e donne, quale la divisione del lavoro tra donne italiane native e donne migranti - che suppliscono al lavoro di cura che le native non fanno più per poter lavorare, come contrastare gli stereotipi che ancora segnano i modelli di convivenza e la qualità della vita di tutte e tutti. Lo sguardo, a partire dall’elaborazione della Conferenza delle democratiche proposta in apertura, è stato intersezionale. Alla riunione hanno partecipato molte persone impegnate su questo fronte, soprattutto donne: sindacaliste, economiste, rappresentanti delle professioni, parlamentari, consigliere regionali del Lazio. E’ possibile ascoltare il podcast della riunione, qui il link: https://immagina.eu/2021/09/14/il-lavoro-delle-donne/
La discussione è partita dalla Pandemia, dalla grande sproporzione di perdita di lavoro femminile per cui più donne che uomini hanno perso il lavoro e questo è successo perché le donne sono più precarie e lavorano con contratti a termine, e quindi il blocco dei licenziamenti non le ha protette, inoltre le dimissioni volontarie o i congedi covid hanno riguardato le donne. Oggi in Italia è occupata meno di una donna su due.
Ma la Pandemia può essere anche un’occasione: è un momento in cui tutto è così duro ma anche così chiaro. Può essere un buon momento per mettere in discussione il sistema che ha prodotto queste disuguaglianze. Le donne non sono una categoria svantaggiata da includere. La provocazione iniziale era quella di mettere al centro della società non l’uomo lavoratore, ma la donna che si prende cura, di passare dalla conciliazione alla condivisione. L’agorà si teneva nel cortile della Casa internazionale delle donne, dove in genere si riunisce l’assemblea della Magnolia, che ha elaborato una piattaforma per una rivoluzione della cura, le cui proposte sono state dalla Presidente.
Le proposte emerse dalla discussione, da quella di un vero e proprio piano per l’occupazione femminile alla riforma dei congedi, la parità salariale il contrasto agli stereotipi, la riforma e il rafforzamento del welfare pubblico hanno bisogno di trasformazioni radicali e cambiamento degli uomini, che per tanti è in corso, ma va sostenuto con politiche pubbliche, con discorso pubblico consapevole della rivoluzione necessaria.
Troppo dibattito pubblico italiano purtroppo ancora parla di conciliazione come problema femminile, persino lo smart working è trattato come uno strumento di conciliazione per le madri lavoratrici. Invece l’agorà ha discusso come e con quali strumenti vogliamo lavorare a una società con maggiore benessere per tutte e tutti, tenendo insieme lavoro, condivisione e welfare.
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